Chi vola sa che non ci sono frontiere ma solo orizzonti e allora voliamo con la mente, ma soprattutto con il cuore, ricordando che si può farlo a qualunque età!
Tutto questo cavalcando le ali del vento che non conosce frontiere!
Conosciamoci meglio!
Questo blog nasce per caso, come per caso io ho incominciato a scrivere e a provarci gusto! Mi chiamo Silvia e di professione faccio tutt’altro.
Inizialmente ero piuttosto diffidente sulla creazione di una mia pagina internet. Oggigiorno lo hanno (quasi) tutti un blog, mi dicevo.
Sono sicuramente più bravi di me… Chi leggerà quello che pubblico, mi chiedevo.
Poi alla fine ho pensato che se si ha una passione è giusto coltivarla…
Vorrei Presentarti la mia città!
Trieste ha una scontrosa grazia. Se piace è come un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore, come un amore con gelosia …..”.
Questi versi di Umberto Saba ben sintetizzano le caratteristiche della città giuliana.
Trieste è proprio così. Città dagli aspetti contraddittori….
Gli ultimi articoli

Trieste ritrova il suo tesoro nascosto: i 116 dipinti donati al Revoltella che raccontano un secolo di arte
Rappresentano un atto di generosità e di amore verso la collettività e la città di Trieste i 116 dipinti appartenuti ai coniugi Annamaria e Luciano Luciani, oggi ospitati al Museo Revoltella ed esposti a rotazione al pubblico. Proprio nelle sale museali adattate per accogliere parte della raccolta si è svolta, sabato 28 febbraio, una visita guidata condotta dalla dott.ssa Susanna Gregorat e riservata ai volontari del FAI – Fondo per

Biagio Izzo conquista Trieste: al Bobbio la truffa diventa arte e verità
In questi giorni va in scena al Teatro Bobbio di Trieste “L’arte della truffa”, una commedia brillante che segna il ritorno sul palcoscenico di Biagio Izzo, un vero fuoriclasse della risata. Il comico napoletano conquista ancora una volta il pubblico con la sua inconfondibile simpatia e interpreta il ruolo di Francesco, ex truffatore e raffinato maestro del raggiro, ora agli arresti domiciliari in casa della sorella, dove la convivenza

La disco non è morta: al Rossetti il musical che fa rivivere un’epoca
Era il 1977 quando usciva nelle sale cinematografiche La febbre del sabato sera, consegnando all’immaginario collettivo la figura iconica di Tony Manero che, sulle note di Night Fever dei Bee Gees, si scatenava sulla pista da ballo: camicia nera, completo bianco con pantaloni a zampa d’elefante e il celebre dito puntato verso il cielo. Immagini divenute il simbolo di un’epoca, capaci di raccontare le inquietudini e l’energia di un’intera generazione.






