Nel cuore del borgo Teresiano, tra le pieghe della Trieste neoclassica, sorge la Rotonda Pancera, un edificio che non smette ancora di affascinare.
Un’ombra elegante tra i vicoli
Con la sua maestosa facciata ornata da colonne ioniche e bassorilievi ispirati alla mitologia classica, sembra raccontare una storia antica, ma ciò che colpisce davvero non è solo la bellezza architettonica. Un silenzio sospeso, quasi irreale la circonda, come se i suoi muri custodissero segreti che nessuno ha mai osato svelare del tutto.
La Rotonda Pancera, un tempio massonico?
Costruita tra il 1804 e il 1806 per il commerciante friulano Domenico Pancera, la Rotonda Pancera fu progettata dall’architetto Matteo Pertsch. Nel corso dell’Ottocento, il palazzo passò di proprietà a Felice Machlig, consigliere municipale e noto massone.
Uno degli aspetti più inquietanti che avvolge l’antico edificio è proprio il legame, mai del tutto confermato ma nemmeno del tutto smentito, con la massoneria ottocentesca triestina. Secondo alcune testimonianze e ipotesi storiche infatti, nei sotterranei dell’edificio si sarebbero tenute riunioni riservate, immerse nel simbolismo e nei rituali esoterici, tanto che alcuni affermano che la sala sotterranea più ampia fosse decorata con simboli tipici della massoneria, come la squadra, il compasso e la livella. Il mistero poi si infittisce con la leggenda di un tunnel segreto che partirebbe proprio dalla Rotonda, attraversando il sottosuolo per collegarsi alla vicina Chiesa di Santa Maria Maggiore, anch’essa oggetto di interpretazioni che la vedono legata con la stessa tradizione.
Nessuna prova concreta, nessuna mappa dettagliata ed anche se ricerche effettuate dalla Società Adriatica di Speleologia hanno escluso l’esistenza di tali passaggi, più di un esploratore urbano giura di aver intravisto aperture murate e scale che scendono nel buio.
Il fascino dell’abbandono e la rinascita
Per decenni, la Rotonda Pancera è rimasta in stato di abbandono, diventando meta di curiosi, fotografi e cercatori di misteri. Qualcuno giura di aver sentito rumori inspiegabili al calar della sera, altri parlano di strane luci provenienti dall’interno, visibili dalle finestre sprangate.
Simboli e affreschi, codici da decifrare
Oggi, il palazzo è al centro di un’importante operazione di recupero architettonico. Verrà trasformato in un complesso residenziale di lusso, con appartamenti e un’enoteca. Eppure se potessimo passeggiare al suo interno si potrebbero ancora oggi notare alle pareti decorazioni apparentemente ornamentali, ma che secondo alcuni esperti d’arte contengono simboli esoterici nascosti. Particolarmente evocativa è la cosiddetta “sala pompeiana”, attribuita al pittore triestino Giuseppe Gatteri. Le figure mitologiche e le geometrie presenti in alcuni affreschi potrebbero celare un linguaggio simbolico, codificato e destinato solo a chi ne conosce le chiavi di lettura.
Storia o suggestione?
Rimane il dubbio se il restauro porterà alla luce qualche elemento finora nascosto oppure sigillerà per sempre i misteri che la Rotonda ha custodito per due secoli. L’edificio triestino continua a interrogare chi lo osserva, ma forse il vero segreto dell’importanza della Rotonda è proprio quello di continuare a farci incuriosire.