San Felice Circeo due anime a confronto: la decadenza dell’antico borgo e il fasto delle ville sul mare.

A poco più di un’ora da Roma, incastonato tra il blu del Tirreno e il verde del promontorio del Circeo, si trova San Felice Circeo, un borgo marinaro ricco di fascino, storia e contrasti sorprendenti. Meta prediletta dai romani in fuga dal caos della capitale, è il luogo ideale per un fine settimana di relax o una lunga pausa estiva.

San Felice Circeo non è solo mare cristallino e tramonti mozzafiato: qui il mito si intreccia con la realtà, e ogni pietra sembra raccontare una storia. Secondo la leggenda, fu proprio su queste coste che Ulisse approdò durante il suo lungo viaggio nell’Odissea, rimanendo sedotto dalla maga Circe. Un racconto epico che ancora oggi aleggia tra le grotte, le scogliere e i sentieri immersi nella macchia mediterranea.

Ma San Felice porta con sé anche una memoria più cupa, legata a uno dei fatti di cronaca più terribili del Novecento italiano. Il 29 settembre 1975, una villa affacciata sul mare fu teatro del brutale sequestro di Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, due giovani romane ingannate con la scusa di una festa. Solo Donatella sopravvisse, fingendosi morta dopo ore di violenze. Una ferita ancora aperta che ha segnato profondamente la storia del luogo.

Eppure, nonostante la complessità del suo passato, il borgo conserva un fascino irresistibile. Raccolto entro una cinta muraria, il centro storico si arrampica a circa 100 metri sul livello del mare, offrendo scorci spettacolari e un’atmosfera d’altri tempi. In piazza Lanzuisi, cuore pulsante del paese, svetta la Torre dei Templari, costruita tra il 1240 e il 1259. L’orologio che oggi la caratterizza fu collocato agli inizi dell’Ottocento, dopo essere stato spostato dal portone del vicino Palazzo Baronale, oggi sede del municipio e antica dimora dei Caetani, che lo edificarono nel XIV secolo.

Durante l’estate, le strette viuzze del borgo si animano di giovani, turisti e famiglie che si perdono tra ristorantini tipici, enoteche e lounge bar con vista. Sulla costa, invece, si respira un’aria diversa: eleganti ville con giardini curati, palme e pini marittimi disegnano un paesaggio esclusivo, dove l’opulenza delle classi più abbienti è ben visibile. In particolare, lo stabilimento “La Bussola” è da sempre punto di riferimento della mondanità estiva locale.

Colpisce, forse più di ogni altra cosa, la dualità del luogo: da una parte il borgo storico, suggestivo ma con un’aria di decadente bellezza, più frequentato nelle mezze stagioni; dall’altra, la costa luminosa e vivace, rifugio dorato di chi può permettersi il lusso di una villa sul mare.

Ed è proprio in questo contrasto tra antico e moderno, tra memoria e leggenda, tra semplicità e sfarzo, che risiede il vero incanto di San Felice Circeo. Un luogo che non si limita a essere una semplice meta estiva, ma che sa raccontare storie, a chi ha voglia di ascoltarle.

 

 

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