Al Teatro Bobbio di Trieste è andata in scena la commedia di Carlo Goldoni Gli innamorati, un’opera teatrale nata dalla penna e dal genio del più celebre drammaturgo italiano, capace di mettere a nudo le contraddizioni dell’amore, oscillando con naturalezza tra il riso e l’inquietudine, tra il comico e il profondamente umano. Nel racconto Goldoni osserva l’innamoramento come un territorio fragile e instabile, dove la passione si intreccia alla gelosia, all’orgoglio e all’incapacità di comunicare. Eugenia (Valentina Carli) e Fulgenzio (Leone Tarchiani), i due amanti attorno ai quali ruota la vicenda, incarnano perfettamente questa tensione. Si amano con intensità, ma sono vittime delle proprie insicurezze, prigionieri di sospetti infondati che li portano a ferirsi reciprocamente. In loro Goldoni riconosce, e ci invita a riconoscere, quanto di sciocco e buffo ci sia nei nostri comportamenti quando l’amore prende il sopravvento.
Attorno alla coppia principale si muove una variopinta galleria di personaggi secondari, tra cui Claudio Casadio (Fabrizio), Loredana Giordano (Flaminia), Lorenzo Carpitelli (Roberto), Damiano Spitalieri (Tognino), Alberto Gandolfo (Ridolfo), ciascuno portatore di un punto di vista diverso sull’amore e sulle relazioni. Figure ironiche, pratiche o disincantate che contribuiscono a rendere ancora più aggrovigliato il racconto, ma anche a mettere in luce, per contrasto, l’irrazionalità dei protagonisti.
È proprio questo intreccio di voci e caratteri a dare ritmo alla commedia e a costruire un equilibrio raffinato tra leggerezza e riflessione. Pur affondando le radici nel Settecento, l’opera continua a parlare con sorprendente chiarezza e vicinanza al pubblico contemporaneo.
Lo spettacolo, adattato e diretto da Roberto Valerio, intende mettere in luce la modernità del testo goldoniano attraverso costumi e ambientazione contemporanei, pur mantenendo lo stile linguistico dell’epoca. Una scelta certamente innovativa, che può suscitare qualche perplessità e dare adito a critiche da parte dei puristi del genere.
Al di là delle scelte registiche, Gli innamorati non è soltanto una commedia sugli amori contrastati, ma un ritratto senza tempo dell’animo umano e dei conflitti emotivi che lo attraversano da sempre.
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