Rakalj: il faro rosso, il relitto dimenticato e il mistero del “mostro di pietra”

Tutto accade per caso guardando un film sul divano di casa E’ la scena finale quando il cattivo muore ed il paesaggio affascinante ti conquista. C’è un piccolo faro, un edificio semplice ma incredibilmente fotogenico. Il rosso intenso delle pareti contrasta con il blu del mare e il verde della macchia mediterranea. Scopri altrettanto per caso che non si trova a tanti chilometri da casa e la curiosità diventa grande ….

Sulla costa orientale dell’Istria infatti, esiste un luogo che sembra uscito da un racconto di mare. Si chiama Rakalj ed è un piccolo villaggio affacciato sul lungo fiordo della baia di Raša, lontano dalle rotte del turismo di massa, dove il tempo sembra scorrere più lentamente e la natura conserva ancora un carattere selvaggio.

Il faro rosso che guarda il fiordo

Qui non si viene per le grandi spiagge attrezzate o per la vita notturna. Si viene per camminare, esplorare e lasciarsi sorprendere. E proprio tra gli scorci più iconici della zona c’è il piccolo faro rosso, appoggiato su uno sperone roccioso che guarda l’Adriatico. Nelle giornate limpide sembra quasi dipinto nel paesaggio. Non è un caso che questo luogo sia stato scelto più volte come set cinematografico e fotografico. La luce qui cambia continuamente: all’alba il mare diventa argento, mentre al tramonto il faro sembra incendiare l’orizzonte. Chi ama la fotografia difficilmente riesce ad andar via con una sola immagine.

Il sentiero costiero

Per raggiungere alcune delle baie più belle parte un sentiero costiero che si snoda a pochi passi dal mare. Il percorso attraversa una natura sorprendentemente intatta, pini bassi piegati dal vento, cespugli di ginepro e rosmarino selvatico, profumo di macchia mediterranea, il rumore continuo delle onde contro la roccia. Camminando si intravedono piccole calette d’acqua trasparente e scorci improvvisi sull’Adriatico. È uno di quei sentieri che invitano a fermarsi spesso, non solo per riposare ma per osservare. Ogni curva regala una vista diversa.

Il relitto sulla spiaggia

A un certo punto, lungo la costa, appare qualcosa di inatteso. Tra le rocce e il mare si trova un vecchio relitto abbandonato, ormai consumato dal tempo. La struttura metallica è coperta di ruggine, piegata dal sale e dalle tempeste. Non ci sono molte informazioni sulla sua storia. Di chi era la nave? Come è arrivata lì? Perché non è mai stata rimossa? Nessuno sembra avere una risposta precisa. Oggi il relitto è diventato quasi parte del paesaggio, i pesci nuotano attorno alla sua carcassa e le alghe lo avvolgono lentamente. Fotografarlo al tramonto, quando il sole colpisce il metallo ossidato, dà una sensazione strana, come se quel pezzo di ferro raccontasse una storia che il mare non vuole più restituire.

Stari Rakalj, il castello dimenticato e la chiesa panoramica

Prima ancora di scendere verso il mare, vale la pena fermarsi nella parte più antica del villaggio, Stari Rakalj. È qui che si trovano le origini del paese, in una posizione dominante sopra la baia di Raša. Tra gli alberi e i muretti di pietra emergono i resti del vecchio Castello di Rakalj, una piccola fortificazione medievale oggi ridotta a ruderi. Non rimangono grandi mura o torri intatte, ma quello che resta è sufficiente per immaginare l’importanza strategica del luogo. Da qui lo sguardo controllava l’intero fiordo e le rotte che entravano nella baia. Camminando tra le rovine si ha la sensazione di trovarsi in un punto sospeso tra storia e paesaggio: il vento che arriva dal mare, il silenzio delle colline e, sotto, il lungo nastro d’acqua della baia. Pochi passi più in là si trova uno degli angoli più suggestivi di tutta la zona, la piccola Chiesa di Sant’Agostino. La chiesetta, semplice ed elegante, si affaccia su uno dei panorami più sorprendenti dell’Istria orientale. Davanti si apre l’intero fiordo della Baia di Raša, che serpeggia tra colline verdi fino a incontrare il mare Adriatico. È uno di quei punti in cui viene spontaneo fermarsi qualche minuto in silenzio.

Al tramonto il paesaggio cambia lentamente colore, il mare si scurisce, le colline diventano dorate e il vento porta con sé l’odore della macchia mediterranea. Guardando da qui si capisce perché questo piccolo villaggio abbia conservato per secoli il suo legame con il mare e con la terra.

Il “mostro di pietra”

Seguendo il fiordo verso l’interno alla fine della baia si apre una grande cava di pietra calcarea, conosciuta localmente come il “mostro di pietra”. Da lontano sembra quasi irreale, una gigantesca parete bianca tagliata nella montagna, che contrasta con il verde delle colline e con il silenzio del fiordo. È un luogo che divide le opinioni. Per alcuni è una ferita nel paesaggio, per altri è semplicemente una testimonianza della storia industriale della zona.

Rakalj non è una destinazione spettacolare nel senso classico. Non ci sono grandi monumenti né attrazioni affollate. Eppure chi ci arriva spesso se ne va con la sensazione di aver scoperto un piccolo segreto dell’Adriatico.

Un faro rosso affacciato sul mare.

Un sentiero tra i pini che profuma di Mediterraneo.

Un relitto dimenticato sulla riva.

Una cava gigantesca che appare alla fine del fiordo.

Elementi diversi, quasi contrastanti, che insieme creano un’atmosfera difficile da spiegare.

Forse è proprio questo il fascino di Rakalj, un luogo silenzioso, un po’ misterioso, che non si svela completamente… ma che invita a tornare.

 

 

 

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