A Trieste arriva ‘Indovina chi viene a cena’ emozioni forti e segreti svelati in scena

Decidere di portare in scena oggi la stupenda commedia Indovina chi viene a cena è una scelta coraggiosa. Non è facile, infatti, rendere omaggio al grande classico cinematografico del 1967 senza scadere nella semplice imitazione. Eppure, lo spettacolo proposto dal regista Guglielmo Ferro e rappresentato al Teatro Bobbio di Trieste sembra essere riuscito nell’impresa. La commedia, resa immortale dalle  interpretazioni di due mostri sacri come Katharine Hepburn e Spencer Tracy, viene infatti restituita al pubblico con rispettointelligenza e misura, senza mai tradirne lo spirito originario. La trama, capace di far sorridere e riflettere allo stesso tempo, rivive con sorprendente freschezza. Il cuore pulsante dell’opera rimane intatto e analizza lo scontro, sottile ma potentissimo, tra le convinzioni liberali proclamate e quelle realmente interiorizzate.

Nel film originale, l’arrivo del fidanzato afroamericano della giovane protagonista scardinava certezze e smascherava quella punta di razzismo latente che attraversava l’America della fine degli anni ’60. La regia di Guglielmo Ferro riprende questo fulcro tematico, attualizzandolo senza forzature. In un contesto contemporaneo sempre più multietnico, Ferro ci ricorda che ciò che fece scalpore allora continua, in forme diverse, a riportare alla luce un disagio che forse anche la società di oggi preferirebbe nascondere. Il tema dei matrimoni misti, un tempo rivoluzionario e dibattuto, è oggi parte integrante della realtà quotidiana, ma non per questo privo di ostacoli e reticenze.

Lo spettacolo gioca sapientemente con i ritmi della commedia brillante, senza rinunciare alla profondità emotiva che caratterizzava le scene più intense del film e che riesce ancora a emozionare il pubblicoCesare Bocci e Vittoria Belvedere guidano il cast con grande eleganza interpretativaBocci costruisce un padre credibileironico e insieme tormentato; la Belvedere, dal canto suo, porta in scena una madre moderna, viva e carica di sfaccettature, capace di passare con naturalezza dal sorriso alla disillusione, rendendo evidente il percorso emotivo che la porta a rivedere le proprie certezze. Particolarmente riuscita è la capacità della messinscena di rendere visibile il non detto con gli sguardi, i silenzi e l’imbarazzo trattenuto che tradiscono i pregiudizi radicati.

In definitiva, “Indovina chi viene a cena” è uno spettacolo raffinato, divertente e commovente, capace di parlare a tutte le generazioni senza perdere il suo spirito originale. Un invito a guardare dentro noi stessi e a riconoscere che il vero cambiamento inizia sempre dalla nostra tavola, dalle nostre case, dalle nostre scelte quotidiane.

Puoi leggere l’articolo completo anche su Trieste News 

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