Biagio Izzo conquista Trieste: al Bobbio la truffa diventa arte e verità

In questi giorni va in scena al Teatro Bobbio di Trieste “L’arte della truffa”, una commedia brillante che segna il ritorno sul palcoscenico di Biagio Izzo, un vero fuoriclasse della risata. Il comico napoletano conquista ancora una volta il pubblico con la sua inconfondibile simpatia e interpreta il ruolo di Francesco, ex truffatore e raffinato maestro del raggiro, ora agli arresti domiciliari in casa della sorella, dove la convivenza con il cognato non è affatto facile. Gianmario, infatti, è un uomo integerrimo e timoroso che la vicinanza con Francesco, dalla fama discutibile, possa compromettere i suoi rapporti professionali con gli alti prelati del Vaticano per i quali lavora. Questo timore crea subito terreno fertile per malintesi e tensioni familiari, ma, come spesso accade nelle migliori commedie degli equivoci, un improvviso problema finanziario ribalta le certezze e sarà proprio Gianmario ad aver bisogno delle “arti” di Francesco per salvare la propria reputazione. Scritta a quattro mani da Toni FornariAugusto FornariAndrea Maia e Vincenzo Sinopoli, la pièce è un meccanismo comico ben oliato che alterna ritmo serrato, momenti di irresistibile comicità e situazioni paradossali. La vivacità del testo, insieme all’uso brillante dei dialetti (napoletanosiciliano e persino brasiliano), contribuisce a rendere dinamico e coinvolgente un contesto che, essendo ambientato quasi esclusivamente tra le mura domestiche, avrebbe potuto risultare monotono e che, invece, diventa il centro nevralgico di una narrazione ricca di ritmo e colore.

Dietro la risata, però, “L’arte della truffa” nasconde una riflessione più ampia sull’inganno, sui “massimi sistemi” e su quei giochi di potere che coinvolgono colletti bianchi e ambienti insospettabiliBiagio Izzo affronta questo tema con un’ilarità mai aggressiva, che non punta il dito in modo preciso, ma lascia che sia la stessa comicità a svelarne le contraddizioni. Al centro dello spettacolo resta la famigliafulcro vitale e al tempo stesso luogo di conflittorifugio e dannazione, spazio di conforto e di scontro, capace però di smuovere anche le situazioni più stagnanti grazie alla relazione con gli altri, essenziale per ognuno di noi. “L’arte della truffa” è una commedia dinamica, capace di regalare quasi due ore di autentica leggerezza, senza risultare superficiale. Lo spettacolo invita a interrogarsi sulla rettitudine e sul valore della seconda possibilità, quella che ciascuno dovrebbe concedere prima a sé stesso e poi agli altri, senza sprecarla. Diverte, ma fa anche riflettere, ricordandoci che abbiamo bisogno di relazioni autentiche e di credere, sempre, nella possibilità di cambiamento.

Puoi leggere l’articolo completo anche su Trieste News

Condividi su:

Facebook
X
Telegram
WhatsApp
Email