La chiesa greco-orientale svela i suoi tesori: boom di visitatori alle Giornate FAI

In occasione delle Giornate di Primavera, uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’anno, il FAI ha offerto ai soci l’opportunità di scoprire un sito ricco di storia, arte e spiritualità: la chiesa greco-orientale, dedicata alla Santissima Trinità e a San Nicolò, patrono dei marinai. Raccontata da Antonio Sofianopulo, presidente della comunità greco-orientale locale, la storia del luogo di culto è apparsa ancora più ricca di fascino agli occhi dei visitatori. Il racconto, intrecciato con quello della città di Trieste, ha permesso di riscoprire uno dei simboli della presenza greca nel capoluogo giuliano. Edificata alla fine del Settecento dalla comunità greca orientale, la chiesa testimonia il carattere profondamente multiculturale che ha contraddistinto Trieste nel corso della sua storia. Dopo la proclamazione del Porto Franco nel 1719, infatti, numerosi commercianti e mercanti provenienti da diverse nazioni, tra cui molti greci, si stabilirono sulle rive dell’Adriatico, contribuendo allo sviluppo economico e culturale del territorio.

L’edificio presenta una pianta regolare e si articola in tre principali spazi liturgici: il presbiterio, con tre piccole absidi; la navata centrale; e le balconate destinate al gineceo e al coro. Tra gli elementi più suggestivi spicca la magnifica iconostasi, tipica delle chiese ortodosse, che separa il presbiterio dalla navata. Qui le immagini sacre, incorniciate da preziosi rivestimenti in argento, creano un effetto luminoso che conferisce all’ambiente un’atmosfera solenne e ricca di spiritualità. L’iniziativa ha registrato un’affluenza massiccia: le visite sono andate sold out nel giro di pochi giorni, a conferma del grande interesse del pubblico per il patrimonio storico e culturale della città. Un successo che dimostra come eventi di questo tipo non solo valorizzino luoghi spesso poco conosciuti, ma rafforzino anche il legame tra cittadini e beni del territorio, offrendo nuove occasioni di scoperta e consapevolezza.

Puoi leggere l’articolo completo anche su Trieste News 

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