Il Fondo Ambiente Italiano è riuscito ancora una volta nell’intento di svelare uno dei luoghi più insoliti e normalmente inaccessibili della città. In occasione di una visita riservata ai soci, infatti, sabato 24 gennaio 2026 si sono aperte le porte della Casa massonica di Corso Saba 20, sede del Grande Oriente d’Italia a Trieste. L’iniziativa, che si inserisce nel solco degli eventi speciali, ha permesso ai visitatori di entrare all’interno del Tempio Massonico, luogo di riunione e ritualità della Libera Muratoria, eccezionalmente aperto in passato solo in alcune edizioni delle Giornate FAI di Primavera. Ad accogliere i visitatori, nella suggestiva Sala dei Passi Perduti, luogo di libera riunione dei “fratelli” massoni, sono stati alcuni membri della Loggia, con la collaborazione del Maestro Venerabile. Qui è stata tracciata una sintesi chiara ed efficace della storia della Massoneria, dalle origini internazionali nel 1717, alla sua diffusione in Italia, con uno specifico approfondimento sul contesto triestino.
Il capoluogo giuliano, infatti, ha rappresentato per lungo tempo uno dei principali centri massonici dell’area adriatica. La sua storia di porto franco dell’Impero Asburgico, aperto ai traffici commerciali e agli scambi intellettuali, ne fece un terreno fertile per la circolazione di idee illuministe, riformatrici e liberali. Se a ciò si aggiunge la natura profondamente multietnica della città, crocevia di popoli, lingue e religioni, e il fermento politico e ideale legato all’irredentismo, si comprende come queste idee trovarono nella Massoneria un luogo di confronto e di elaborazione culturale. Non va dimenticata, inoltre, la significativa presenza angloamericana nel secondo dopoguerra, che contribuì a rafforzare la diffusione delle Logge. In questo contesto si inseriscono figure di grande rilievo come Pietro Kandler, Francesco Hermet, Teodoro Mayer, Glauco Cambon, Felice Venezian, l’architetto Pietro Nobile o, più recentemente, Manlio Cecovini, già sindaco di Trieste e Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d’Italia (GOI), accanto a numerosi medici, professionisti e intellettuali che animarono il tessuto massonico locale.
La seconda parte della visita si è svolta all’interno del Tempio massonico, cuore pulsante della sede. Qui è stato possibile osservare da vicino i principali simboli della Libera Muratoria e comprenderne il significato rituale, filosofico ed etico. Appena varcata la soglia del luogo iniziatico, la sensazione è stata quella di entrare in un castello medievale, avvolto da un’atmosfera solenne e fuori dal tempo. Gli scranni in legno scuro, massicci e austeri, sembravano custodire secoli di silenzio e riflessione. Tra uno schienale triangolare e l’altro erano infilzate spade, simboli di vigilanza, giustizia e difesa dei valori massonici. Sotto il tavolo del Maestro troneggiava un candelabro a sette braccia, di tipo ebraico, le cui candele diffondevano una luce calda e simbolica, richiamo alla conoscenza, alla sapienza e all’equilibrio spirituale. Alle pareti, i segni zodiacali osservavano dall’alto, a rappresentare il legame tra uomo, cosmo e leggi dell’universo. Il pavimento a scacchi bianchi e neri dominava lo spazio, raffigurando la dualità di tutte le cose: luce e ombra, bene e male, materia e spirito, sintesi del cammino dell’iniziato. Lungo le pareti comparivano i nodi Savoia, simbolo dell’unità e della continuità della tradizione. A completare il quadro, le colonne del Tempio di Salomone si ergevano maestose, emblema di forza, stabilità e saggezza. L’intero ambiente trasmetteva un senso di mistero profondo, dove ogni dettaglio diventava linguaggio.
Nel corso dell’incontro, durato quasi due ore, si è parlato di logge, obbedienza, iniziazione e di altri concetti fondamentali della tradizione massonica. Le logge sono state descritte come le strutture locali in cui i membri si riuniscono per attività rituali, culturali e di confronto, mentre il concetto di obbedienza è legato all’organizzazione massonica di riferimento che coordina e riconosce le diverse logge sul territorio. Ampio spazio è stato dedicato ai valori fondanti della Massoneria, come libertà di pensiero, tolleranza e fratellanza, principi che prescindono dalle differenze politiche, religiose o sociali e pongono al centro il rispetto reciproco. Temi di cui non siamo abituati a sentir parlare frequentemente, anche perché la riservatezza che caratterizza pratiche, rituali e organizzative rappresenta uno dei pilastri della tradizione massonica. L’iniziativa promossa dal FAI si è così configurata come molto più di una semplice visita guidata: un’occasione di conoscenza, dialogo e restituzione storica. Aprire le porte della Casa massonica ha significato offrire alla città uno sguardo più consapevole su una parte della propria identità, spesso rimasta ai margini del racconto ufficiale.
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