Accennano un sorriso o appaiono assorte ma con lo sguardo fiero. Passeggiano con un ombrellino parasole o siedono composte, mentre si sistemano il cappellino. Sono le donne triestine di inizio 900, le protagoniste della mostra “Volti di donna nella Trieste della Belle Époque”, un percorso fotografico che, attraverso i loro volti, i loro gesti e le loro posture racconta un’epoca. Gli scatti, che catturano attimi fuggenti e irripetibili, sono opera di un fotografo rimasto anonimo. Di lui non conosciamo il volto nè l’età’, resta però evidente la sua straordinaria capacità di osservare e cogliere la quotidianità che scorreva per le vie di Trieste. Puntando l’obiettivo del suo apparecchio a lastre è riuscito a restituire con freschezza e spontaneità lo spirito di un periodo storico e culturale irripetibile. La Belle Époque, compresa tra la fine dell’Ottocento e il 1914, fu uno spazio temporale segnato da ottimismo, crescita economica e profonde innovazioni tecnologiche. La borghesia celebrava il progresso, l’affermarsi della società di massa, la diffusione dell’elettricità, del telefono e del cinema, in un clima di fiducia generale destinato a interrompersi bruscamente solo con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Ed è proprio questa serenità, questo senso di fiducia nel futuro, a riflettersi negli sguardi delle donne ritratte. Alte, sinuose, bionde o more, con le loro lunghe gonne a corolla, la vita strettissima e le silhouette generose, sembrano uscite da un racconto letterario. Frequentatrici forse dei caffè di Piazza Grande, o giovani eleganti del Borgo Teresiano, oppure presenze raffinate tra il pubblico dell’ippodromo. Donne della borghesia colta e benestante accanto a ragazze di condizioni più modeste. Figure diverse che restituiscono l’immagine in bianco e nero di una Trieste cosmopolita e vivace, crocevia di culture e idee.
L’esposizione riunisce 70 fotografie stampate su pannelli e 100 originali, offrendo alla città uno spaccato autentico della vita quotidiana agli inizi del Novecento. Curata da Claudio Ernè e Massimiliano Muner, è stata inaugurata il 17 gennaio nella Sala Sbisà, Magazzino 26 del Porto Vecchio e sarà visitabile fino al 15 marzo 2026 ad ingresso libero, con il seguente orario: dal giovedì alla domenica ore 10-17.
“Volti di donna nella Trieste della Belle Époque” più che una semplice mostra fotografica, a cui in parte è stato restituito il colore, grazie anche all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, assomiglia ad uno sguardo intimo e raffinato su un mondo sospeso nel tempo, che continua a parlarci attraverso gli occhi fieri e silenziosi delle sue protagoniste.