Quando la festa nasce nel silenzio: viaggio dietro le quinte del Carnevale

Tutto parte da un’idea, da un’intuizione che prende forma, si trasforma in tema e, giorno dopo giorno, diventa materia viva tra le abili mani di uomini e donne che animano le compagnie carnevalesche. È qui, lontano dai riflettori e dalla musica della sfilata, che nasce il vero cuore del Carnevale. Nei capannoni e nei laboratori si modellano enormi maschere di cartapesta, destinate a dominare i carri allegorici con la loro imponenza e il loro messaggio simbolico. Ogni dettaglio è studiato, ogni espressione racconta una storia, spesso ironica, talvolta pungente, sempre profondamente legata alla tradizione o all’attualità. Ma il Carnevale non è fatto solo di carri. Accanto agli scultori della cartapesta, c’è un mondo fatto di stoffefili e coloriAbiti variopinti prendono vita per vestire i musicisti delle bande e i figuranti che sfileranno tra due ali di pubblico festante. Costumi che devono stupireresistere, muoversi al ritmo della musica e della danza. La sartoria è il cuore pulsante ma silenzioso della sfilata. Le donne si ritrovano spesso davanti a un caffè e, tra scampoli di stoffa e fili colorati, una cucitura e l’altra, il tempo sembra scorrere diversamente. Si lavora, ci si confronta, si ride e si chiacchiera serenamente, creando legami che vanno oltre il progetto comune. Ogni abito è frutto di pazienzacollaborazione e passione condivisa. Dietro ai colori accesi, al tulle leggero, alle perline e agli strass luccicanti si nascondono tanti giorni e spesso anche notti di lavoro. Ore trascorse in silenzio o accompagnate da una radio in sottofondo, con la consapevolezza che quel lavoro, pur restando invisibile, sarà fondamentale per la magia finale.

A volte entra in gioco un’altra figura fondamentale: quel qualcuno che, spesso senza etichette ufficiali, si improvvisa coreografo. Con passione e spirito di iniziativa sceglie le musiche, immagina i passi, coordina i movimenti che verranno riproposti durante la sfilata. Nulla è lasciato al caso. Ogni gesto, ogni ritmo contribuisce a dare armonia e forza al gruppo, trasformando le singole persone in una formazione che si muove all’unisono. E quando la compagnia vince e porta a casa il trofeo, l’entusiasmo esplode e si condivide con tutti. È una gioia collettiva, mai individuale, perché il successo non appartiene a uno solo, ma a ogni mano, a ogni idea, a ogni sacrificio. Vincere significa aver camminato insieme, senza sovrastare nessuno, aiutandosi e collaborando. È questo il vero senso dell’appartenenza. In un’epoca storica in cui l’arte dell’artigianato rischia di scomparire, il Carnevale assume un valore ancora più profondo. Ogni maschera, ogni costume, ogni dettaglio realizzato a mano è un atto di resistenza culturale e un ponte tra passato e futuro. Quando il Carnevale sfila, tutto appare spontaneo e festoso. Ma dietro ogni passo, ogni sorriso e ogni maschera c’è un mondo fatto di dedizionesacrificio e amore per la tradizione, che continua a rinnovarsi grazie a chi lavora dietro le quinte, a volte lontano dagli applausi, ma sempre al centro della festa.
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